Per Mirko e i suoi Angeli.

Condividiamo la causa del nostro amico Mirko. Lasciamo che sia lui a raccontarvi la sua storia.

"Un giorno all’improvviso, mentre lavoravo (sono un grafico) prima il buio, poi un lampo di luce (dolore). Valentina , mia moglie mi vede e mi aiuta a sedermi sul divano, la gamba destra da tempo la trascino sempre più, ho perso la sensibilità, non si sorregge. Mi rialzo e vado verso il bagno, mi sciacquo la faccia con acqua fredda. Guardo fuori dalla finestra e osservo il cielo con espressione perplessa Mi risiedo al tecnigrafo, e guardo i miei bambini. Mia moglie mi chiama, mi alzo e vado verso di lei in cucina. <<Cavolo! Cavolo! Cavolo!, che dolore alla gamba>> Mia moglie:<< Zoppichi sempre di più>>. << ho cose più importanti a cui pensare.>>

<< Cosa c’è di più importante della salute?>> Mi risponde mia moglie. Non rispondevo, ma pensavo che il lavoro fosse un valido motivo per non andare al pronto soccorso. Ero convinto di conoscere il problema. Faccio il fumettista. Ho due figli piccoli, una moglie e un cane. Una famiglia bellissima, come tante. Come la vostra. E non ho nemmeno trent’anni. Nemmeno trent’anni. Cavolo. Anni prima di conoscere mia moglie, un incidente mi ha quasi tagliato i legamenti del ginocchio. Un’operazione complicata. Sei mesi fa (quando ancora stavo bene) andavo spesso a spasso con il cane. Mi convinco, non può continuare così. Vado dal medico. Seduto nello studio del medico, gli racconto sicuro di me della gamba. Il medico mi mette una mano sulla spalla e mi fa sdraiare sul lettino. Mi prescrive una visita specialistica in ospedale Sono preoccupato , attorniato da quattro medici. MI fanno fare tanti esami , prelievi, risonanze. In poco tempo mi ritrovo al buio nel letto d’ospedale. Valentina,mia moglie, è accanto a me e piange. Il giorno dopo seduto su una sedia a rotelle insieme a Valentina ascoltiamo il dottore che ci illustra immagini. Ho un tumore al cervello. Astrocitoma di II° grado. Sono passati sei mesi. In questo lasso di tempo, dallo strisciare la gamba per la stanchezza, sono passato a non muoverla più.

Sei mesi per rendermi conto del vero pericolo! Mia moglie piange sempre di nascosto. Per fortuna i bambini sono troppo piccoli per capire. Oppure questo è quello che voglio credere io. Purtroppo è inoperabile a causa delle dimensioni e della posizione. Alcuni tumori agli scanner sono visibili come palle da baseball; in altri casi, come il mio, sembrano ramificazioni di una pianta, e i macchinari fanno fatica a visualizzarli. E’ Collocato nel bel mezzo del cervello, l’astrocitoma crescendo ostacola la trasmissione con la parte destra del mio corpo. Non riesco più a lavorare. Non guadagno più. Comincio a intuire questa verità, devo raccontarla ai miei figli. NON riesco a tenere in mano il cucchiaio per imboccare mia figlia. NON riesco a prendere in braccio mio figlio che piange per saltarmi in groppa. NON riesco a correre con i miei bambini e il mio cane, ridere e scherzare.

NON riesco a stare assieme a mia moglie. Mille dubbi mi assalgono. Come farò ad affrontare tutto questo? Cosa succederà? Che ne sarà della mia vita? Della vita dei miei figli? La perdita della funzionalità del mio braccio equivale alla perdita del lavoro, e ci sono da pagare il mutuo, l’asilo dei bambini, le bollette. Le cose che prima erano vita quotidiana ora sembrano ostacoli invalicabili. Quella matita mi permetteva di esprimere sentimenti, passioni, il mio amore per la vita. Ma il braccio non ne vuole sapere. Mi si gela il sangue nelle vene. La paresi peggiora di giorno in giorno. Viaggio per mezza Italia, anzi, mi portano in giro, dato che la gamba non mi permette nemmeno di guidare, alla ricerca dei migliori specialisti. Imploro che il mio braccio torni quello di prima. Passi la mobilità della gamba, ma il braccio destro è la mia vita, il mio mondo, quello con il quale racconto storie, la mia fonte di guadagno. La risposta che ti danno tutti è seguire un protocollo standard. Un protocollo standard… Tu stai da schifo e certe volte ti senti trattare come un oggetto. Le cure prevedono tempi lunghi e costano. Agiscono sul corpo trasformandolo in qualcosa che non riconosci più allo specchio. Non ti piaci e sicuramente non piacerai neanche agli altri. Ti domandi cosa notino ora gli altri di te: i dieci chili di più, i capelli caduti o le borse sotto agli occhi? Ho 28 anni, una famiglia meravigliosa, non ho più un lavoro. La vita decide per me, ma io voglio combattere. Mirko rischia di perdere la vita, la casa dove vivono i suoi figli e sua moglie.

Qui potrete scaricare la mia storia in fumetto".

 

"Serve un aiuto. Un immediato aiuto economico che lo sostenga in questi mesi difficili e che lo possa aiutare a pagarsi innanzitutto le cure mediche, che non può sostenere da solo. Ogni piccolo aiuto sarà una mano tesa per questa famiglia. Ogni piccola donazione, che potrete scaricare dalle tasse, sarà un passo in più, che li porterà un po’ più lontano dalle sabbie mobili in cui si trovano."

- Federazione Nutrizionisti Professionisti Italiani